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Una rinnovata attenzione ai problemi dei piccoli Comuni


Forum sui piccoli Comuni

Legautonomie Liguria ha partecipato al forum sui piccoli Comuni, col suo Presidente Gianfranco Bertocchi e ritiene che una maggiore attenzione ai problemi che i piccoli Comuni debbono affrontare (rilevante per la nostra Regione, sia del punto di vista orografico, sia da quello socio-economico), deve partire dal ricostruire condizioni di attrazione verso questi territori che possono divenire opportunità di sviluppo solo a condizione della realizzazione concreta di infrastrutture e servizi, con una pianificazione di interventi di lungo respiro, capaci di rendere interessante sia la residenza, sia l'insediamento di attività  economiche, a partire dalla volorizzazione delle risorse locali.
Il documento qui riportato ci pare vada nella direzione giusta. Agli amministratori della nostra Regione chiediamo di fornirci il loro sostegno, anche attraverso loro osservazioni che possono essere preziose nel proseguio dei lavori del forum stesso.

"Le priorità sulle quali intende indirizzare il proprio impegno il “Forum” di Legautonomie, dedicato alle politiche per lo sviluppo socio/economico dei piccoli comuni, riunito a Roma lo scorso 8 novembre sono: rapida approvazione del progetto di legge per “il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni”, abbattimento del “digital divide” e garanzia di condizioni di sicurezza anche per queste realtà territoriali.

Legautonomie ritiene imprescindibile mantenere alta l’attenzione delle Istituzioni nazionali su queste realtà locali che rappresentano il 70% del territorio del Paese, e vivono un inarrestabile processo di invecchiamento della popolazione e di calo demografico, con il conseguente impoverimento del tessuto produttivo e di degrado del patrimonio ambientale.

Il gruppo di lavoro intende sensibilizzare e coinvolgere nella elaborazione di politiche per il sostegno dei territori rurali e montani anche le organizzazioni economiche e sociali, il sistema dei terzo settore, le autonomie funzionali, le professioni, costruendo un vero e proprio tavolo di confronto che possa dare in massimo di visibilità e incisività agli obiettivi da perseguire.

Privilegiando gli urgenti aspetti legati alla vivibilità dei territori, sono state individuate tre emergenze sulle quali focalizzare l’attenzione del “Forum” e costruire il più ampio consenso.
Giungere alla rapida approvazione della proposta di legge: “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni” che, approvata all’unanimità dalla Camera la primavera scorsa, giace incomprensibilmente dimenticata al Senato. Pur condividendo le obiezioni relative alla parziale incidenza del dispositivo di legge sul complesso dei problemi che investono le realtà rurali, e auspicando interventi migliorativi, riteniamo che la sua approvazione rappresenti un importante riconoscimento delle peculiari condizioni che vivono gli abitanti dei piccoli comuni.

Il secondo aspetto strategico è il “digital divide” che subiscono questi territori. Internet e ADSL veloce sono servizi di primaria importanza perché ormai influenzano, in modo determinante, tutte le attività umane, dalle iniziative economiche alle professioni, dalla conoscenza alla sicurezza, dalle prestazioni sociali a tutti i servizi al cittadino.

La loro diffusione non può essere lasciata alla buona volontà degli operatori o alla capacità regolativa del mercato. Non ci devono più essere territori di serie A o di serie B.
Così come fu fatto con il progetto di elettrificazione del Paese, anche per la “banda larga” e la sua diffusione al di fuori delle aree urbane, deve rappresentare una priorità nazionale, come ha sostenuto il Ministro Gentiloni all’avvio della legislatura.

Deve essere lanciata la sfida per l’infrastrutturazione telematica di tutto il territorio, pena l’abbandono definitivo delle aree rurali con grave pregiudizio per il tessuto economico e sociale dell’intero Paese. 
Il terzo punto sul quale è fondamentale mantenere alta la vigilanza è quella percezione di insicurezza che travalica ormai i centri urbani e si manifesta anche nelle comunità che vivono nei piccoli comuni e nelle aree rurali.

La preoccupazione che si fa strada tra gli amministratori locali è quella di assistere alla riorganizzazione della presenza delle forze di pubblica sicurezza, con l’abbandono di molti piccoli centri, privilegiando la concentrazione nei centri più grandi.

Il mantenimento e il potenziamento della rete dei presidi delle forze dell’ordine, soprattutto dell’arma dei carabinieri, nei piccoli comuni, è un aspetto irrinunciabile.
La presenza delle Forze dell’Ordine, e in particolare dell’Arma dei Carabinieri, è condizione fondamentale per comunicare sicurezza e garantire la presenza dello Stato anche in questi territori, favorendo l’ordinato e civile svolgimento delle attività umane.

Garantire i servizi territoriali di base: dall’ufficio postale al presidio socio/sanitario; dal trasporto pubblico al servizio idrico, all’istruzione; intervenire con agevolazioni per favorire il mantenimento delle attività economiche; assicurare la copertura con la banda larga di tutti i piccoli centri; mantenere la capillare rete dei presidi delle forze dell’ordine. Queste sono le priorità sulle quali il “Forum” di Legautonomie intende impegnarsi per realizzare i presupposti per invertire la tendenza all’abbandono della parte prevalente delle aree rurali del Paese."

Legautonomieliguria - via Carlo Barabino, 24/7 - 16129 Genova


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