Al Senato per Correggere la Manovra - La posizione delle Autonomie Locali
COMUNICATO STAMPA
LE AUTONOMIE LOCALI LANCIANO L’ALLARME ROSSO
Legautonomie e Uncem si appellano al Senato:“Corregga la manovra o sarà crisi tra le istituzioni centrali e locali”
Roma, 23 luglio. Secondo le autonomie locali siamo a livello allarme rosso! Legautonomie e Uncem lanciano un appello al Senato affinché si faccia carico della situazione insostenibile creatasi a livello istituzionale con questa manovra economica - ritenuta schizofrenica e ipercentralista, oltre che lesiva nei contenuti e nel metodo nei confronti delle autonomie locali e dei suoi amministratori – e provvedano ad apportare le opportune correzioni.
“Chiediamo al Senato di non farsi imbavagliare e di andare incontro alle richieste delle autonomie locali e delle Regioni e non si limiti, quindi, a una mera ratifica del testo sottoposto dal Governo alla fiducia della Camera dei Deputati”, hanno dichiarato Oriano Giovanelli, presidente di Legautonomie, associazione di oltre 2500 enti locali, ed Enrico Borghi, presidente dell’Uncem, Unione delle comunità montane e dei comuni montani.
Giovanelli ha proseguito: “Ieri, quando il ministro Calderoli, in Commissione bilaterale, ha detto che è stato un errore togliere l’Ici prima casa - creando un buco immediato di più di 1 miliardo nelle casse dei comuni -, perché questo ha minato la base dell’autonomia impositiva dei comuni, non sapevo se ridere o disperarmi. Ma come, il governo prima non ascolta i rappresentanti delle autonomie e poi, a cose fatte e a problemi creati, dice di essersi sbagliato! Altro che leale collaborazione tra soggetti istituzionali come reciterebbe il nuovo Titolo V della Costituzione, qui siamo a una guerra centralista contro le istituzioni, l’economia, gli investimenti e il welfare locali. Infine, riteniamo intollerabile questo gioco sull’indennità degli amministratori locali Sbertucciare chi rappresenta le istituzioni e la Repubblica a livello locale è vilipendio allo Stato”.
Enrico Borghi ha aggiunto: “Siamo a una manovra-paradosso che causerà non solo l’aumento della spesa pubblica ma avvierà - se non verrà stralciato il taglio di ben 90 milioni alle Comunità montane, enti a finanza totalmente derivata – numerose procedure di dissesto che lo Stato dovrà risolvere per legge ricollocando 6000 dipendenti. Senza contare che quasi tutte le regioni hanno già riordinato il territorio montano con un taglio di oltre un terzo delle c.m. Va detto che il territorio montano produce il 17% del pil nazionale, per 203 miliardi di euro. I servizi e gli investimenti sono pari 2,2 miliardi. Se passa la manovra, questi enti incideranno sulle finanze statali per 30 milioni, vale a dire che costeranno allo stato lo 0,01% di quanto il territorio di loro pertinenza produce. Tutto il valore aggiunto in termini di fiscalità generale derivante dallo sfruttamento delle risorse montane - acqua, energia, foreste, risorse agro-alimentari, turismo, grandi infrastrutture - sarà estraneo agli enti locali della montagna perché il gettito fiscale sarà trattenuto dallo Stato e, in minima parte, della regioni. La montagna ha in sé le risorse per mantenere i propri enti di governo. Chiediamo al governo e parlamento di consentirlo. Questo per noi è il vero federalismo”.
Giorgio Pighi, sindaco di Modena, ha concluso: “togliere l’ICI è stato un segnale negativo da parte del Governo che invece di rimodulare il prelievo fiscale ha scelto di eliminare la principale imposta federale.
Alla conferenza stampa, tenutasi stamattina in Senato, sono intervenuti, tra gli altri: Andrea Barducci, vicepresidente Provincia di Firenze; Federico Saccardin, presidente Provincia di Rovigo e Giuseppe Vetrano, presidente Consiglio comunale di Avellino; inoltre, il sen. Vannino Chiti, vicepresidente del Senato; la sen. Mariangela Bastico e il sen. Walter Vitali, membri 1^ Comm.ne AA.CC. del Senato; l’on. Antonio Misiani, membro V Comm.ne della Camera.
Annalisa Scalco , responsabile stampa e comunicazione Legautonomie, 329-6148860
Maria Teresa Pellicori, capo ufficio stampa Uncem, 338-4357918 |